l comparto produttivo dedicato agli alimenti è tra i più importanti in Italia. Parliamo di grandi (anzi grandissimi) numeri: sono oltre 450.000 lavoratori e lavoratrici, circa 60.000 imprese e un fatturato intorno ai 150 miliardi di euro. Vero traino della nostra economia, il settore è disciplinato principalmente dal CCNL industria alimentare.
Il contratto collettivo nazionale di lavoro, da poco rinnovato fino al 2028, indica diritti e doveri di aziende e dipendenti, rappresentando un punto di riferimento per chi lavora oppure offre un impiego. Scopri nel nostro articolo cosa stabilisce l’accordo, i vari livelli, le tabelle retributive e se sono previsti aumenti per il CCNL industria alimentare nel 2026 e oltre.
CCNL industria alimentare: le novità dell’ultimo rinnovo
Il CCNL industria alimentare è stato sottoscritto dall’organizzazione che rappresenta le aziende che si occupano della produzione e trasformazione di alimenti per l’uomo e gli animali, Conflavoro PMI, e dai sindacati Fesica-Confsal e Confsal. L’accordo è stato siglato il 4 luglio 2025 con immediata validità e resterà in vigore fino al 30 giugno 2028.
Come altre contrattazioni, ad esempio per il CCNL telecomunicazioni e il CCNL turismo, il rinnovo si è fatto attendere per la volontà di trovare un accordo tra le parti coinvolte. Alla fine, però, si è giunti a un punto d’incontro su diverse tematiche in discussione. In sintesi, le novità del CCNL industria alimentare 2025-2028 riguardano:
- nuove incrementi annuali sulle retribuzioni minime in base ai livelli;
- nuove indennità per alcune tipologie di lavoratori e lavoratrici;
- riduzione dell’orario di lavoro in due fasi (meno 4 ore nel 2026 per i turnisti e per tutti gli altri nel 2027, più altre 4 in meno per i turnisti);
- potenziamento del welfare, con un aumento dei contributi previdenziali erogati dall’azienda al fondo Alifond;
- più tutele per malattia e infortunio.
CCNL industria alimentare: i livelli e le mansioni
Ora che abbiamo visto le ultime novità del CCNL industria alimentare, partiamo dalla prima informazione importante: a chi si rivolge il CCNL alimentare? Le attività interessate sono quelle che si occupano della lavorazione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti dell’agricoltura, della zootecnia, della pesca e della silvicoltura e della pesca.
La contrattazione prevede tre macro divisioni: partiamo da quella per il settore alimentare vero e proprio, che include otto livelli oltre ai quadri.
- 1° livello: posizioni che richiedono esperienza e autonomia, indispensabili per coordinare e organizzare il lavoro.
- 2° livello: ruoli amministrativi e tecnici che si occupano di gestire alcuni rami in particolare.
- 3° livello: dipendenti tecnici e amministrativi che svolgono un lavoro di concetto, anche incaricati di piazzare i prodotti.
- 4° livello: attività complesse di tipo tecnico o amministrativo, svolte senza coordinamento esecutivo, anche per guidare squadre di altri dipendenti; sono incluse anche le persone che si occupano di controllare la qualità del prodotto e lo stato degli impianti.
- 5° livello: posizioni tecniche o amministrative che richiedono una certa autonomia e specializzazione, ma senza poteri di iniziativa.
- 6° livello: impiegati che svolgono lavori d’ufficio di natura tecnica o amministrativa che richiedono una certa pratica, oltre a lavoratori specializzati che hanno acquisito un buon grado di professionalità.
- 7° livello: attività di tipo amministrativo di natura esecutiva semplice con procedure prestabilite e dipendenti dei reparti di produzione o di distribuzione che svolgono attività produttive basilari.
- 8° livello: ruoli che richiedono esclusivamente un periodo di pratica, come addetti alle operazioni di carico e scarico o lavori di manovalanza.
Il CCNL industria alimentare fissa poi le categorie per il settore della panificazione, suddivise in sei livelli (1, 2, 3 A, 3B, 4 e 5) che ricalcano sostanzialmente quelli del settore alimentare. Il settore dei viaggiatori e piazzisti, invece, prevede solo la prima e seconda categoria.
Cosa prevede il contratto industria alimentare
Passiamo a esaminare una a una le tematiche chiave contenute nel CCNL industria alimentare appena rinnovato fino al 2028.
Ferie e permessi
Quante ferie si maturano al mese nel CCNL industria alimentare? I dipendenti hanno diritto a quattro settimane di riposo, compatibilmente con le esigenze di entrambe le parti. Le ferie devono essere concordate a inizio anno ed è garantita la continuità di due settimane. In aggiunta alle ferie, il personale può richiedere 32 ore all’anno di permessi retribuiti da utilizzare entro l’anno solare.
Orario di lavoro
Come la maggior parte degli altri contratti collettivi nazionali di lavoro, il CCNL industria alimentare prevede 40 ore alla settimana, da dividere in cinque o sei giornate lavorative.
Lavoro straordinario
Il monte ore totale può arrivare a massimo 48 ore settimanali su sei giorni, fatta eccezione per alcune tipologie di lavoro elencate nel CCNL. Tuttavia, il lavoro straordinario deve scaturire dall’accordo tra le due parti e, in ogni caso, non può superare le 250 ore annuali. Le parti hanno inoltre concordato l'istituzione della banca delle ore.
Mensilità
Il CCNL alimentare ha stabilito l’erogazione di 14 mensilità: la tredicesima deve essere corrisposta alla vigilia di Natale, mentre la quattordicesima con la paga di giugno.
Dimissioni e licenziamento
L’azienda e i dipendenti possono recedere dal contratto di lavoro solo per iscritto tramite raccomandata con avviso di ricevimento o PEC. Il preavviso per le dimissioni da tempo indeterminato del CCNL industria alimentare sono fissate a:
- 120 giorni per il 1° livello;
- 72 giorni per il 2° livello;
- 35 giorni per tutti gli altri livelli.
Per quanto riguarda il licenziamento, può avvenire al verificarsi di uno di questi eventi:
- assenza ingiustificata per oltre tre giorni consecutivi, ripetuta tre volte in un anno e in corrispondenza con i festivi o le ferie;
- abbandono del posto di lavoro che potrebbe causare rischi per il personale e l’azienda;
- minacce, risse, offese verso i colleghi e grave insubordinazione verso i superiori;
- danneggiamento grave dei materiali di proprietà dell’azienda;
- inosservanza del divieto di fumo con conseguenti rischi;
- furto in azienda, trafugamento o manomissione di documenti, disegni e altro materiale;
- esecuzione di lavori per conto proprio sul posto di lavoro e concorrenza sleale;
- alterazioni volontarie dei sistemi aziendali di controllo della presenza;
- danneggiamento o disattivazione dei dispositivi antinfortunistici o di sorveglianza aziendale.
Periodo di prova
Il periodo di prova del settore alimentare è fissato a sei mesi per quadri e primo livello e a tre mesi per tutti gli altri livelli.
Malattia
In caso di malattia, i dipendenti sono tenuti ad avvertire l’azienda tramite telefono, email o fax prima dell’inizio del normale orario di lavoro. Entro il secondo giorno di assenza devono poi provvedere all’invio del certificato medico attestante la malattia. Ma chi paga la malattia nel CCNL industria alimentare? La retribuzione viene corrisposta dall’INPS secondo questo schema:
- fino al 100% della retribuzione giornaliera per patologie gravi e certificate;
- per tutti gli altri casi, 100% della retribuzione al primo evento e al 50% per il secondo e terzo evento in un anno;
- 80% della retribuzione dal quarto giorno.
L’azienda deve integrare l’indennità erogata dall’INPS fino al 100% della retribuzione giornaliera per un massimo di 180 giorni all’anno.
Maternità
Come per tutte le altre contrattazioni, come ad esempio il CCNL cooperative sociali o il CCNL commercio, l’accordo segue la normativa generale, sostenendo pienamente la maternità e la paternità. Alla dipendente (che deve obbligatoriamente astenersi dal lavoro per sei mesi) viene corrisposta l’indennità dell’INPS e l’integrazione a carico del datore di lavoro fino al raggiungimento del 100% della normale retribuzione giornaliera.
Retribuzione
La retribuzione del CCNL alimentare è costituita da diverse voci:
- stipendio base;
- terzi elementi;
- scatti di merito o professionalità;
- altre voci specifiche.
Vedremo poi qui di seguito quali sono le attuali tabelle retributive.
Tabelle retributive CCNL industria alimentare
Con l’aggiornamento del 4 luglio 2025, le tabelle retributive per il settore alimentare sono così ripartite:
Per il settore della panificazione c’è una tabella a parte:
Infine, questa è la tabella per viaggiatori e piazzisti:
Per ulteriori informazioni, consulta l’accordo completo.
Per il welfare aziendale, ci pensa Coverflex!
Parlando di retribuzione, non possiamo accennare anche al welfare aziendale per il CCNL industria alimentare. Mentre in altri casi sono stati pattuiti dei bonus fissi, come nel CCNL metalmeccanici, l’attuale accordo prevede solo un contributo mensile dell’azienda per la sanità integrativa, da versare a FONDOSANI.
Oltre a questo, il datore di lavoro può però avviare un piano welfare globale comprensivo di buoni pasto, fringe benefit e altri bonus per il tempo libero. Questa scelta consente non solo di valorizzare il lavoro del personale, incrementando la fidelizzazione e la produttività, ma anche di ottimizzare i costi aziendali e la fiscalità.
Per esempio, la soluzione welfare di Coverflex può essere attivata in pochi semplici passi direttamente sulla piattaforma. Una volta formulato il piano di benefit e impostato il budget welfare, si potranno ricevere le Coverflex Card da assegnare al personale per ottenere beni e servizi, come:
- abbigliamento e accessori;
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