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l vasto comparto produttivo dedicato agli alimenti è tra i più importanti in Italia. Vero traino della nostra economia, è disciplinato principalmente dal CCNL industria alimentare. Il contratto collettivo nazionale di lavoro indica diritti e doveri di aziende e dipendenti.

Come per ogni altro settore, è un punto di riferimento per chi lavora oppure offre un impiego. Scopri nel nostro articolo cosa stabilisce l’accordo, i vari livelli, le tabelle retributive e se sono previsti aumenti per il CCNL industria alimentare 2024.

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CCNL industria alimentare: i livelli e le mansioni

Partiamo dalla prima informazione importante: a chi si rivolge il CCNL alimentare? Le attività interessate sono quelle che si occupano della lavorazione, della trasformazione e della commercializzazione dei prodotti dell’agricoltura, della zootecnia, della pesca e della silvicoltura e della pesca. 

La contrattazione prevede tre macro divisioni: partiamo da quella per il settore alimentare vero e proprio, che include otto livelli oltre ai quadri.

  • 1° livello: posizioni che richiedono esperienza e autonomia, indispensabili per coordinare e organizzare il lavoro.
  • 2° livello: ruoli amministrativi e tecnici che si occupano di gestire alcuni rami in particolare.
  • 3° livello: dipendenti tecnici e amministrativi che svolgono un lavoro di concetto, anche incaricati di piazzare i prodotti.
  • 4° livello: attività complesse di tipo tecnico o amministrativo, svolte senza coordinamento esecutivo, anche per guidare squadre di altri dipendenti; sono incluse anche le persone che si occupano di controllare la qualità del prodotto e lo stato degli impianti.
  • 5° livello: posizioni tecniche o amministrative che richiedono una certa autonomia e specializzazione, ma senza poteri di iniziativa.
  • 6° livello: impiegati che svolgono lavori d’ufficio di natura tecnica o amministrativa che richiedono una certa pratica, oltre a lavoratori specializzati che hanno acquisito un buon grado di professionalità.
  • 7° livello: attività di tipo amministrativo di natura esecutiva semplice con procedure prestabilite e dipendenti dei reparti di produzione o di distribuzione che svolgono attività produttive basilari.
  • 8° livello: ruoli che richiedono esclusivamente un periodo di pratica, come addetti alle operazioni di carico e scarico o lavori di manovalanza.

Il CCNL industria alimentare fissa poi le categorie per il settore della panificazione, suddivise in sei livelli (1, 2, 3 A, 3B, 4 e 5) che ricalcano sostanzialmente quelli del settore alimentare. Il settore dei viaggiatori e piazzisti, invece, prevede solo la prima e seconda categoria.

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Cosa prevede il contratto industria alimentare

Il CCNL industria alimentare è stato scritto dall’organizzazione che rappresenta le aziende, Conflavoro PMI, e dai sindacati Fesica-Confsal e Confsal. L’accordo è stato siglato il 1° giugno 2021 ed è scaduto il 31 maggio 2024. 

Le contrattazioni per il rinnovo sono attualmente in corso (come per il CCNL telecomunicazioni e il CCNL turismo), ma le richieste dei sindacati al momento puntano a una diminuzione dell’orario di lavoro e ad aumenti per tutti i livelli. Vediamo però quali sono i punti al momento in vigore.

Ferie e permessi

Quante ferie si maturano al mese nel CCNL industria alimentare? I dipendenti hanno diritto a quattro settimane di riposo, compatibilmente con le esigenze di entrambe le parti. Le ferie devono essere concordate a inizio anno ed è garantita la continuità di due settimane. In aggiunta alle ferie, il personale può richiedere 32 ore all’anno di permessi retribuiti.

Orario di lavoro

Come la maggior parte degli altri contratti collettivi nazionali di lavoro, il CCNL industria alimentare prevede 40 ore alla settimana, da dividere in cinque o sei giornate lavorative.

Lavoro straordinario

Il monte ore totale può arrivare a massimo 48 ore settimanali su sei giorni, fatta eccezione per alcune tipologie di lavoro elencate nel CCNL. Tuttavia, il lavoro straordinario deve scaturire dall’accordo tra le due parti e, in ogni caso, non può superare le 250 ore annuali. 

Mensilità

Il CCNL alimentare ha stabilito l’erogazione di 14 mensilità: la tredicesima deve essere corrisposta alla vigilia di Natale, mentre la quattordicesima con la paga di giugno.

Dimissioni e licenziamento

L’azienda e i dipendenti possono recedere dal contratto di lavoro solo per iscritto tramite raccomandata con avviso di ricevimento o PEC. Il preavviso per le dimissioni da tempo indeterminato del CCNL industria alimentare sono fissate a:

  • 120 giorni per il 1° livello;
  • 72 giorni per il 2° livello;
  • 35 giorni per tutti gli altri livelli.

Per quanto riguarda il licenziamento, può avvenire al verificarsi di uno di questi eventi:

  • assenza ingiustificata per oltre tre giorni consecutivi, ripetuta tre volte in un anno e in corrispondenza con i festivi o le ferie;
  • abbandono del posto di lavoro che potrebbe causare rischi per il personale e l’azienda;
  • minacce, risse, offese verso i colleghi e grave insubordinazione verso i superiori;
  • danneggiamento grave dei materiali di proprietà dell’azienda;
  • inosservanza del divieto di fumo con conseguenti rischi;
  • furto in azienda, trafugamento o manomissione di documenti, disegni e altro materiale;
  • esecuzione di lavori per conto proprio sul posto di lavoro e concorrenza sleale;
  • alterazioni volontarie dei sistemi aziendali di controllo della presenza;
  • danneggiamento o disattivazione dei dispositivi antinfortunistici o di sorveglianza aziendale.

Periodo di prova

Il periodo di prova del settore alimentare è fissato a sei mesi per quadri e primo livello e a tre mesi per tutti gli altri livelli.

Malattia

In caso di malattia, i dipendenti sono tenuti ad avvertire l’azienda tramite telefono, email o fax prima dell’inizio del normale orario di lavoro. Entro il secondo giorno di assenza devono poi provvedere all’invio del certificato medico attestante la malattia. Ma chi paga la malattia nel CCNL industria alimentare? La retribuzione viene corrisposta dall’INPS secondo questo schema:

  • 60% della retribuzione giornaliera per i primi tre giorni di malattia (massimo quattro volte all’anno);
  • 75% della retribuzione giornaliera dal 4° al 45° giorno.

L’azienda deve integrare l’indennità erogata dall’INPS fino al 100% della retribuzione giornaliera per un massimo di 180 giorni all’anno.

Maternità

Come per tutte le altre contrattazioni, come ad esempio il CCNL cooperative sociali o il CCNL commercio, l’accordo segue la normativa generale, sostenendo pienamente la maternità e la paternità. Alla dipendente (che deve obbligatoriamente astenersi dal lavoro per sei mesi) viene corrisposta l’indennità dell’INPS e l’integrazione a carico del datore di lavoro fino al raggiungimento del 100% della normale retribuzione giornaliera.

Retribuzione

La retribuzione del CCNL alimentare è costituita da diverse voci:

  • stipendio base;
  • terzi elementi;
  • scatti di merito o professionalità;
  • altre voci specifiche.

Vedremo poi qui di seguito quali sono le attuali tabelle retributive.

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Tabelle retributive CCNL industria alimentare

Con l’aggiornamento del 1° aprile 2024, la tabella retributiva per il settore alimentare è così ripartita:

  • Quadri: 3.276,70 euro
  • 1° livello: 3.231,60 euro
  • 2° livello: 2.914,80 euro
  • 3° livello: 2.492,75 euro
  • 4° livello: 2.251,40 euro
  • 5° livello: 2.070,50 euro
  • 6° livello: 1.949,85 euro
  • 7° livello: 1.829,30 euro
  • 8° livello: 1.708,65 euro

Questa è invece la tabella retributiva relativa al settore panificazione:

  • 1° livello: 2.190,55 euro
  • 2° livello: 2.058,95 euro
  • 3° livello A: 1.936,45 euro
  • 3° livello B: 1.837,35 euro
  • 4° livello: 1.628,25 euro
  • 5° livello: 1.504,85 euro
  • 6° livello: 1.346,90 euro 

Infine, la tabella retributiva relativa al settore viaggiatori e piazzisti indica un minimo di 2.450,50 euro per la prima categoria e di 2.037,30 euro per la seconda categoria.

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Per il welfare aziendale, ci pensa Coverflex!

Parlando di retribuzione, non possiamo accennare anche al welfare aziendale per il CCNL industria alimentare. Mentre in altri casi sono stati pattuiti dei bonus fissi, come nel CCNL metalmeccanici, l’attuale accordo prevede solo un contributo mensile dell’azienda per la sanità integrativa, da versare al fondo di assistenza sanitaria integrativa FONDOSANI. 

Oltre a questo, il datore di lavoro può però avviare un piano welfare globale comprensivo di buoni pasto, fringe benefit e altri bonus per il tempo libero. Questa scelta consente non solo di valorizzare il lavoro del personale, incrementando la fidelizzazione e la produttività, ma anche di ottimizzare i costi aziendali.  

Ad esempio, la soluzione welfare di Coverflex può essere attivata in pochi semplici passi direttamente sulla piattaforma. Una volta formulato il piano di benefit e impostato il budget welfare, si potranno ricevere le Coverflex Card da assegnare al personale per ottenere beni e servizi, come ad esempio:

  • abbigliamento e accessori;
  • prodotti per la cura della persona;
  • giochi per bambini;
  • accessori per la casa e per il fai-da-te;
  • libri e tecnologia;
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