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tipulato tra sindacati (Fistel, Slc e Uilcom) e l’organizzazione che rappresenta le aziende (Asstel), il contratto collettivo nazionale di lavoro (CCNL) telecomunicazioni disciplina le norme e gli aspetti pratici dei dipendenti del comparto. Come le altre contrattazioni, è essenziale per garantire che tutti possano beneficiare degli stessi diritti e doveri, fondamentali in un settore strategico che riunisce più di 200.000 persone e rappresenta oltre il 6% del PIL italiano.

Per orientarti nelle molte regole definite dall’accordo, abbiamo sintetizzato in una guida pratica tutto quello che c’è da sapere a riguardo. Dai nuovi livelli di inquadramento professionale alle tabelle retributive, senza dimenticare orari, permessi e welfare, scopri come funziona il CCNL telecomunicazioni.

Le novità dal rinnovo CCNL telecomunicazioni

Dopo una lunghissima contrattazione durata ben tre anni, resa difficile dall’impatto della digitalizzazione sul settore e altre criticità di diverso tipo (una situazione osservata anche nel CCNL turismo), l’11 novembre 2025 è finalmente arrivato il rinnovo del CCNL telecomunicazioni. Il nuovo contratto, che copre anche il triennio appena concluso e il prossimo, dal 2026 al 2028, sembra aver colto la necessità di adeguamento alla rapida trasformazione del comparto.

In una nota diffusa dal sito ufficiale, Asstel ha parlato di “un patto industriale e sociale costruito per guidare la transizione digitale, favorire la sostenibilità economica e occupazionale, migliorare la competitività dell’intera filiera e valorizzare le competenze delle persone, con l’obiettivo di rafforzare il ruolo delle telecomunicazioni come infrastruttura strategica per lo sviluppo digitale dell’Italia”.

Tra le novità emerse dal rinnovo del CCNL telecomunicazioni, possiamo segnalare:

  • il superamento della vecchia classificazione in livelli, per mettere in luce nuove skill specifiche;
  • la valorizzazione del comparto CRM–BPO, attualmente quello più sensibile ai mutamenti tecnologici, con strumenti pensati per garantire maggiore flessibilità;
  • aumenti economici per contrastare l’inflazione degli anni passati;
  • potenziamento del lavoro agile e dei permessi che regolano l’equilibrio tra vita privata e lavoro;
  • maggiore attenzione ai principi ESG (Environmental, Social, Governance) e al welfare aziendale;
  • rafforzamento del fondo pensione Telemaco e dell’assistenza sanitaria integrativa, con l’istituzione di un fondo sanitario dedicato.

CCNL telecomunicazioni: i livelli e le mansioni

Il termine “telecomunicazioni” include un’ampia rete di imprese della tecnologia dell’informazione che operano in svariati ambiti, dallo sviluppo di un prodotto all’assistenza. Precisamente, si tratta di:

  • operatori di rete;
  • aziende di telecomunicazione, come TV, telefonia e internet;
  • aziende di outsourcing specializzate in help desk e customer care;
  • aziende che offrono servizi ICT, come integrazione di sistemi e consulenza.

Il CCNL Telecomunicazioni, come ogni altro contratto collettivo nazionale di lavoro, è il punto di riferimento per tutti i dipendenti del settore, suddivisi in diverse categorie. A partire dal 1° luglio 2026, l’ultimo rinnovo introduce una nuova struttura di tipo sperimentale basata su quattro aree professionali (A, B, C e D) che inglobano i precedenti livelli (1, 2, 3, 4, 5, 5S, 6, 7, 7Q). Inoltre, le aziende CRM/BPO vengono classificate a parte.

I livelli saranno così suddivisi:

  • A1: attività di tipo prevalentemente manuale senza particolari conoscenze professionali.
  • A2: mansioni amministrative o tecniche che non richiedono una preparazione specifica (ad esempio, addetti agli impianti tecnici).
  • B3: compiti di media complessità di carattere amministrativo, commerciale o tecnico (ad esempio, addetti al customer care o a interventi tecnici).
  • B4: posizioni che richiedono una formazione specialistica perché di adeguata complessità (come specialisti di interventi tecnici o addetti alle campagne marketing).
  • C5: attività che richiedono elevate conoscenze specialistiche per cui è richiesta anche autonomia e decisionalità (ad esempio, operatori specialisti, analisti di cyber security, webmaster, programmatori e venditori).
  • C6: funzioni direttive che riguardano attività complesse, esercitate attraverso la guida e il controllo di settori operativi (ad esempio, publisher, coordinatori, esperti di progettazione, analisti big data o project manager).
  • C7: posizioni direttive ad alta specializzazione finalizzate al raggiungimento di risultati (come data engineer o big data architect).
  • D: quadri con elevato grado di capacità gestionale che svolgono funzioni direttive e strategiche.

Tramite gli scatti di anzianità è possibile salire di livello, aumentando così anche lo stipendio. Il passaggio è determinato non solo dagli anni di servizio, ma anche dalle competenze maturate con l’esperienza.

Cosa prevede il CCNL telecomunicazioni

Abbiamo visto quali sono le ultime novità sul rinnovo del CCNL telecomunicazioni, ora analizziamo quali sono i diversi aspetti, punto per punto.

Permessi e ferie

Le ferie del CCNL telecomunicazioni ammontano a quattro settimane all’anno (24 giorni lavorativi, ovvero due giornate al mese). Chi ha un’anzianità di servizio superiore ai dieci anni matura un giorno extra. Per quanto riguarda i permessi, i dipendenti possono accordarsi con l’azienda, che deciderà secondo le esigenze di servizio e a patto che ci siano i giustificati motivi. Sono inoltre previste delle facilitazioni per gli studenti lavoratori e per chi deve fornire assistenza ai figli con problemi di apprendimento certificati.

Orario di lavoro

Il CCNL telecomunicazioni segue la disciplina generale legata all’orario di lavoro, con le relative deroghe ed eccezioni. Il monte ore è fissato a 40 ore alla settimana su cinque o sei giorni, come per il CCNL commercio e molte altre contrattazioni.

Straordinari

Come in ogni altra contrattazione nazionale, sono previsti anche gli straordinari con le relative maggiorazioni. Si parla di massimo 250 ore annuali che vengono così riconosciute economicamente:

  • almeno 25% in più per le prime due ore di straordinario;
  • 30% per le ore successive di straordinario;
  • da 35 a 55% in più per i festivi.

Numero di mensilità

Il CCNL telecomunicazioni prevede 13 mensilità. La tredicesima deve essere corrisposta a ogni dipendente in occasione delle feste natalizie.

Dimissioni e licenziamento

I dipendenti del settore devono presentare le dimissioni in forma scritta e per via telematica. In più, devono rispettare il preavviso indicato dal CCNL telecomunicazioni, che varia in base all’inquadramento e all’anzianità.

Per i dipendenti che hanno prestato servizio fino a cinque anni:

  • 30 giorni di preavviso per livelli A e B
  • 60 giorni di preavviso per i livelli C e D

Per i dipendenti che hanno prestato servizio fino da cinque a dieci anni:

  • 45 giorni di preavviso per livelli A e B
  • 90 giorni di preavviso per i livelli C e D

Per i dipendenti che hanno prestato servizio per oltre dieci anni:

  • 60 giorni di preavviso per livelli A e B
  • 120 giorni di preavviso per i livelli C e D

Il licenziamento, invece, prevede un preavviso nei seguenti casi:  

  • insubordinazione verso i superiori;
  • rissa fuori dai reparti produttivi;
  • danneggiamento colposo di materiali aziendali;
  • assenza ingiustificata e abbandono il posto di lavoro;
  • utilizzo di software dell’azienda a scopo di lucro;
  • comportamenti lesivi della persona nell’ambito della sfera sessuale;
  • comportamenti recidivi;
  • condanna a una pena detentiva, anche se non correlata al lavoro. 

Il licenziamento ha invece un effetto immediato in questi frangenti:

  • grave insubordinazione;
  • rissa nei reparti produttivi
  • danneggiamenti volontari;
  • furti di materiale, documenti e software dell’azienda;
  • esecuzione di lavori per conto proprio senza permesso e con materiali dell’azienda;
  • richiesta di compensi sul luogo di lavoro;
  • violazione del segreto aziendale;
  • fumo nelle aree aziendali a rischio;
  • introduzione di persone non autorizzate in azienda;
  • visualizzazione del traffico telefonico dei clienti.

Periodo di prova

Il periodo di prova nel CCNL telecomunicazioni varia in base alla propria categoria. Non deve superare i sei mesi per i lavoratori dell’area C e D, mentre è fissato a tre mesi per tutti gli altri livelli. Non può essere prolungato oltre questi termini; in più, entrambe le parti possono interrompere il rapporto lavorativo in qualsiasi momento senza obbligo di preavviso.

Maternità

La tutela della maternità e della paternità segue le norme indicate nel decreto legislativo n. 80 del 2015. In particolare, la dipendente può assentarsi dal lavoro per un periodo fino a sei mesi. Per pianificare al meglio le attività e sostenere le madri lavoratrici, l’azienda può scaricare e personalizzare un template per la policy sul congedo di maternità.

Tabelle retributive CCNL telecomunicazioni 2026-2028

Con il rinnovo del CCNL telecomunicazioni fino al 2028 sono arrivati anche i tanto attesi aumenti. Vedi nella tabella lo scatto dal 2026 al 2028 in base ai diversi livelli.

Tabella retributiva CCNL Telecomunicazioni

Paga base al 31/12/2025Paga base al 31/12/2028Aumento retributivo
D12.405,57 €2.801,12 €395,55 €
C42.405,57 €2.801,12 €395,55 €
C32.195,40 €2.547,07 €351,77 €
C21.951,94 €2.553,36 €301,42 €
C11.888,73 €2.176,73 €288,00 €
B31.751.79 €2.011,44 €259,65 €
B21.622,26 €1.854,73 €232,47 €
B11.489,43 €1.694,15 €204,72 €
A11.339,44 €1.512,93 €173.49 €

Welfare CCNL telecomunicazioni: scegli Coverflex!

Infine, dobbiamo considerare un’altra variabile fondamentale del CCNL telecomunicazioni: il welfare aziendale. Al momento rientra nella lista delle contrattazioni che lo prevedono, come nel caso del CCNL metalmeccanici. Risulta infatti a carico dell’azienda il contributo al fondo di previdenza complementare Telemaco, oltre alla somma di 120 euro all’anno da destinare proprio al welfare.

Ogni azienda può volontariamente erogare ulteriori benefit, come buoni pasto, voucher shopping e altri fringe benefit. Ci sono molti buoni motivi per farlo, in primis dal punto di vista del beneficio fiscale; inoltre, i dipendenti si sentiranno più motivati, con un effetto positivo sulla qualità del lavoro e sulla produttività.

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