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' entrata in vigore delle regole europee sulla trasparenza salariale è destinata a dare uno scossone al mondo del lavoro, eliminando dinamiche che a lungo hanno creato ineguaglianze. L’obiettivo è nobile, ma cosa succede se la retribuzione viene percepita come iniqua al momento della comunicazione? Per evitare che i cosiddetti “perceived gap” fomentino l’insoddisfazione del personale, le aziende sono chiamate a spiegare come funziona tutta la struttura dei compensi, e in questo caso i benefit possono dare una mano.

Nel nostro approfondimento ti spieghiamo perché, quando parliamo di percezione di divari salariali, non dobbiamo pensare solo alla RAL, ma guardare un po’ più in là. C’è molto, molto di più da comunicare, e il welfare aziendale può aiutare a fare chiarezza sui salari, offrendo un vantaggio alle aziende più lungimiranti.

Perché la RAL da sola non racconta tutta la storia

Tutti ne parlano, tutti la vogliono: la Direttiva UE sulla trasparenza retributiva sta per entrare nel vivo, ma molte aziende non sono ancora pronte. L’obiettivo dell’Unione europea è combattere la discriminazione retributiva, eliminando il divario retributivo di genere (e non solo). Tuttavia, qualcuno teme che possa instaurare un circolo vizioso: non a caso, tra le preoccupazioni comuni c’è la possibilità che possa creare dei malumori tra i dipendenti.

Vale la pena, però, fare una precisazione: già dai range retributivi negli annunci di lavoro, le imprese sono tenute a indicare la RAL minima e massima prevista. E la RAL ci indica solo una piccola parte della retribuzione totale, che è composta da:

  • Fisso
  • Variabile
  • Welfare
  • Benefit
  • Flessibilità
  • Opportunità di crescita

Culturalmente, il focus resta quasi solo sulla RAL, che in realtà sta raccontando solo una parte del tutto. Per attuare una vera trasparenza retributiva, quindi, bisogna allargare il campo e fornire una visione completa di tutto quello che concorre alla formazione della busta paga.

Trasparenza salariale: cosa succede quando rendi visibili le differenze

Come abbiamo visto, la trasparenza salariale può evidenziare i perceived gap, ovvero la differenza tra la percezione dei dipendenti e la retribuzione effettiva. Per prevenire questo scenario, il management deve agire direttamente per conservare (e rafforzare) la fiducia del personale. Tutto parte dalle salary band, che devono essere chiare, anzi, cristalline. In questo modo:

  • Le differenze diventano più leggibili
  • Le persone si confrontano di più
  • Le aspettative sono esplicite

Non si tratta di rispettare solo la compliance, ma di rivoluzionare tutta la catena payroll. Comunicare bene la trasparenza non è semplicemente una buona prassi, ma l’ingrediente segreto per trasformare l’aderenza alla normativa in un vantaggio competitivo concreto.

Il ruolo del welfare nel ridurre il “perceived gap”

Il ruolo dei benefit e del welfare sta diventando sempre più cruciale lungo tutto il processo ideale della trasparenza salariale. Essere trasparenti richiede un cambio di mentalità, ma per fortuna è possibile arginare il rischio dei gap percepiti offrendo maggiore visibilità ai vari bonus erogati.

Ormai è chiaro: la Direttiva UE impone un approccio olistico, che non si ferma alla facciata. Le aziende devono includere i benefit nel discorso, che si tratti di buoni pasto, fringe benefit o classico welfare. Questi extra sono una forma di valore aggiunto che viene apprezzata dal personale (oltre a offrire alle aziende la possibilità di ottimizzare la fiscalità) e che contribuisce a colmare i perceived gap.

Perché i benefit funzionano meglio in un sistema trasparente

I benefit funzionavano bene anche prima delle regole sulla trasparenza retributiva, ma questo è il momento per trasformarli in un reale vantaggio strategico. Quando i dipendenti comprendono il valore del budget assegnato, che va a completare la RAL, è meno probabile che percepiscano le disparità come ingiuste o discriminatorie.

Senza la dovuta trasparenza:

  • Il welfare viene percepito come un “extra casuale”
  • Il benefit non è sempre ben valorizzato

Grazie alla trasparenza, invece:

  • Il pacchetto totale di benefit è immediatamente chiaro
  • Il valore complessivo è chiaramente leggibile
  • La personalizzazione diventa una leva di equità

Come integrare welfare e trasparenza nella comunicazione

Evidenziare i benefit aiuta ad affrontare disparità nascoste che la tradizionale trasparenza basata solo sugli stipendi potrebbe non considerare. Per colmare i divari percepiti, l’azienda deve imparare a comunicare in modo efficace non solo la trasparenza, ma anche il vantaggio di benefit e welfare, affinché i dipendenti possano comprendere meglio l’investimento complessivo nel loro benessere.

Serve dunque un lavoro accurato sulla comunicazione interna, che deve essere completa. Per mitigare gli effetti negativi dei possibili perceived gap, bisogna:

  • Parlare di pacchetto totale (ovvero il total reward)
  • Mostrare il reale valore dei benefit
  • Rendere visibile il credito welfare per incoraggiarne l’utilizzo
  • Evitare che i benefit vengano percepiti come “bonus invisibile”

A tal proposito, le aziende dovrebbero anche rivedere la propria offerta di benefit per garantire che le procedure possano essere giustificate da criteri oggettivi. Un aiuto concreto arriva dalle piattaforme che permettono di lanciare piani welfare variegati e flessibili, in base alle esigenze aziendali.

Benefit personalizzati per una maggiore equità

Essere trasparenti sulla retribuzione significa esserlo anche sui benefit. Lo scopo ultimo è proprio impedire che due persone con la stessa RAL possono percepire equità diversa. Grazie ai pacchetti di benefit personalizzabili, proposti dalle migliori piattaforme welfare, è possibile:

  • Ridurre la rigidità percepita dal personale
  • Aumentare il senso di controllo
  • Rafforzare la percezione di attenzione aziendale

Come fare, dunque? Il primo passo è allineare i dati su retribuzioni e benefit da diverse fonti, per avere una sola panoramica completa. La tecnologia semplifica tutto, centralizzando le informazioni, riducendo gli errori manuali e alleggerendo il carico amministrativo. 

La piattaforma Coverflex si pone come agente in grado di abilitare questa flessibilità, offrendo un’istantanea chiara del pacchetto retributivo complessivo di ciascun dipendente e contribuendo a identificare eventuali gap emersi (o non ancora identificati). 

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