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a possibilità di integrare la propria retribuzione con ulteriori beni, servizi, bonus e sconti può aiutare molti dipendenti a raggiungere un migliore equilibrio tra vita privata e lavoro, aumentando il potere di acquisto nella spesa quotidiana e non solo. Per questo nel 2023 è stata accolta con grande entusiasmo la notizia della conferma dei fringe benefit a 3000 euro per chi ha figli a carico. 

Presto qualcosa dovrebbe però cambiare: per il 2024 il Governo ha annunciato di voler ridurre il fringe benefit a 2000 euro. Scopri nel nostro articolo cosa implica questo aggiornamento normativo, quando dovrebbe entrare in vigore e quali sono le altre novità rilevanti in tema di welfare aziendale.

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Tutte le novità sui fringe benefit

Prima di spiegare cosa implica la nuova soglia a 2000 euro dei fringe benefit, ricordiamo di cosa si tratta. Questa tipologia di bonus è una forma di retribuzione aggiuntiva rispetto al regolare stipendio e viene erogata ai dipendenti come una sorta di premio, sotto forma di beni o servizi in natura. 

I fringe benefit concorrono alla formazione di tutte le iniziative volte a tutelare il benessere del personale, convenzionalmente raccolte sotto la definizione di welfare aziendale. Ad esempio, può trattarsi dei buoni shopping da spendere online o nei negozi per l’acquisto di abbigliamento, accessori, articoli per la casa, libri, tecnologia e così via.

Corrisposti in modo del tutto facoltativo da parte del datore di lavoro, normalmente a una fascia più ristretta di dipendenti o ad personam, non devono essere confusi con i flexible benefit. Questi ultimi sono una forma di retribuzione complementare destinata a gruppi più ampi e hanno una valenza più intrinsecamente di tipo sociale. Ne sono un classico esempio i corsi di formazione, gli asili nido e altri interventi assistenziali.

Abbiamo puntualizzato questa differenza perché, mentre i flexible benefit sono totalmente esenti da tassazione, i fringe benefit hanno delle precise soglie da rispettare per evitare la formazione di reddito imponibile IRPEF. La norma di riferimento è contenuta negli articoli 51 e 100 del TUIR, che inizialmente avevano fissato il limite di 258,30 euro all’anno per persona. Superata questa soglia, si passava alla normale tassazione.

Complice la recente pandemia e la successiva crisi economica che ancora ci attanaglia, con ripercussioni sul sistema economico italiano, l’anno scorso il Governo ha deciso di mantenere la soglia dei fringe benefit a 3000 euro anche per tutto il 2023, ma solo per i dipendenti con i figli.

Le novità: come si è arrivati ai fringe benefit a 2000 euro

Già nel 2022, attraverso il Decreto Aiuti bis e poi con il Decreto Aiuti quater, era stato introdotto un tassello importante per andare incontro alle necessità dei dipendenti. La soglia di tassazione dei fringe benefit era passata da 258,23 a 600 euro, poi addirittura a 3000 euro all’anno a dipendente per sostenere tutta la forza lavoro.

Con il Decreto Lavoro 2023 si era scelto di dare continuità a questa disposizione, ma solo per i dipendenti con figli a carico. Per tutti gli altri, la soglia era tornata a 258,23 euro, come negli anni passati. La bozza della Manovra 2024, presentata dalla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha invece cercato di trovare un maggiore equilibrio tra le parti. 

A partire dal 1° gennaio 2024, salvo cambiamenti dell’ultimo momento, il tetto dei fringe benefit scenderà a 2000 euro per i dipendenti con i figli, invece dei precedenti 3000 euro. Per tutti gli altri, invece, la somma di esenzione è aumentata a 1000 euro.

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A chi spettano i fringe benefit esenti fino a 2000 euro

La variabile chiave per accedere ai fringe benefit è avere dei figli a carico. Nel caso in cui il datore di lavoro metta a disposizione questa opzione, ogni dipendente deve dimostrare di averne diritto indicando il codice fiscale dei figli. A tal proposito, sono compresi:

  • i figli legittimi;
  • i figli nati fuori dal matrimonio, ma legalmente riconosciuti;
  • i figli adottivi o affidati. 

Secondo quanto previsto dall’articolo 12 del TUIR, si considerano a carico i familiari con reddito complessivo lordo pari o inferiore a 2.840,51 euro. Se vogliamo considerare la categoria più in generale, ai fringe benefit possono dunque accedere:

  • dipendenti a tempo indeterminato o determinato;
  • dipendenti in part-time o full time;
  • dipendenti in smart working;
  • apprendisti e stagisti;
  • lavoratori a progetto.

Resta invariato il fatto che tali interventi siano del tutto volontari, senza alcun obbligo per l’azienda. Ma perché l’azienda dovrebbe erogare dei benefit aziendali? Impostare un pacchetto di welfare aziendale permette alle imprese di sostenere i dipendenti e arginare l’impatto economico legato all’inflazione e all’aumento dei costi essenziali. Al contempo, fa sì che tutti si sentano valorizzati e supportati, quindi motivati a restare e dare il meglio. 

In più, c’è anche il discorso legato ai vantaggi fiscali. Oltre a non concorrere al reddito da lavoro dipendente entro le soglie definite, sono anche deducibili. Ecco perché l’azienda dovrebbe pianificare con cura il suo pacchetto di benefit, ad esempio tramite la soluzione di welfare aziendale Coverflex. Grazie a un’apposita card collegata alla piattaforma online e alla app in abbinamento, tutto è più semplice, chiaro e immediato.

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Quali sono i benefit interessati

Dopo aver analizzato a chi è rivolta la nuova soglia dei fringe benefit a 2000 euro e come funziona, veniamo a un altro aspetto cruciale: quali elementi include? L’attenzione del Legislatore negli ultimi anni si è rivolta alla necessità di alleviare il peso delle bollette luce, gas e acqua, notevolmente aumentate nel giro di un breve lasso di tempo.

Ma anche le altre spese di tutti i giorni sono lievitati per via dell’inflazione galoppante. Ed è qui che entrano in gioco i fringe benefit, tra cui:

  • buoni acquisto per fare shopping;
  • polizze assicurative e prestiti;
  • stock option;
  • alloggi e beni materiali concessi a uso personale o promiscuo.

Un discorso a parte lo meritano i buoni pasto. I buoni cartacei sono esenti da tassazione fino a massimo 4 € al giorno, mentre per i buoni elettronici il limite è stato alzato a 8 € al giorno, con IVA agevolata al 4% per l’azienda.

Il bonus dipendenti a 2000 euro è cumulabile con il bonus benzina?

A questo punto potrebbe però sorgere un dubbio riguardo alla compatibilità tra la nuova soglia a 2000 euro dei fringe benefit e altri voucher, in primis il bonus benzina. È presto spiegato: ogni dipendente può ricevere un buono carburante dell’importo massimo di 200 euro annui, ma allo stesso tempo ha anche diritto a beni o servizi complementari a patto che stiano al di sotto dei 2000 euro all’anno per chi ha figli a carico e di 1000 euro per tutti gli altri. Tuttavia, a partire dal 2024 il bonus benzina dovrebbe diventare imponibile a fini previdenziali.

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Come usare i Fringe Benefit del piano Welfare Coverflex

Ora che sai tutto sul passaggio dei fringe benefit da 3000 euro a 2000 euro, inizia a sfruttare al massimo questa occasione. Grazie a Coverflex, con il budget dedicato ai Fringe benefit è possibile fare shopping sui principali e-commerce e nei negozi utilizzando l’apposita Coverflex Card.

Ad esempio, puoi acquistare moda e accessori, prodotti per la cura della persona, giochi e abbigliamento per bambini, accessori per la casa, utensili per il fai-da-te, libri, tecnologia, gaming e tutto ciò che serve ai tuoi amici animali. Tantissime opzioni che contribuiscono ad aumentare il potere d’acquisto dei dipendenti e danno vita a un piano welfare aziendale realmente spendibile.

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