uovo anno, nuove agevolazioni da richiedere. In particolare, per chi lavora in proprio è utile conoscere le ultime novità riguardo ai bonus partita IVA del 2026. Al momento, ci sono due iniziative che potrebbero interessare molti: il contributo per le nuove imprese di under 35 e l’ISCRO, destinato ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata che si trovano in difficoltà.
Ma chi ne ha diritto? E a quali condizioni? Scopriamo insieme nel nostro approfondimento quali sono i requisiti per i bonus partita IVA 2026 e gli ultimi aggiornamenti.
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Bonus partita IVA: le novità 2026
In alcuni recenti articoli abbiamo analizzato dettagliatamente che cos’è la partita IVA e quanto costa aprirla. I momenti critici sono due: quando si inizia e quando arrivano le prime difficoltà. Oltre alle spese iniziali bisogna infatti tenere in considerazione l’eventualità che le cose non procedano come auspicato. Ed è proprio in quel momento che un aiuto economico potrebbe tornare utile per sostenere l’attività e rilanciarsi sul mercato. I bonus partita IVA 2026 si rivelano utili proprio per chi comincia e per chi ha già aperto la sua attività, ma si trova in una situazione di criticità.
Partiamo da chi inizia: con la circolare del 28 novembre 2025, l’INPS spiega come richiedere un contributo economico pari a 500 euro al mese, destinato alle attività in proprio avviate da giovani sotto i 35 anni di età e precedentemente disoccupati. Chiamato anche bonus partita IVA under 35, ha una durata massima di 3 anni.
Come funziona il bonus partita IVA under 35
Introdotto dal Decreto Coesione del 2024, il bonus partita IVA under 35 permette di ottenere un contributo di 500 euro al mese per 3 anni, per un totale massimo di 18.000 euro. Le condizioni essenziali per accedere alla manovra sono:
- non aver ancora compiuto 35 anni;
- essere disoccupati;
- avere avviato una nuova attività tra il 1° luglio 2024 e il 31 dicembre 2025 (e oltre, visto che vale anche per il 2026);
- operare in alcuni settori strategici per la transizione digitale ed ecologica.
La somma è completamente esentasse, non concorre alla formazione del reddito e viene erogata dall'INPS. Per chi vuole muovere i primi passi nel lavoro autonomo, rappresenta un incentivo importante che può fare davvero la differenza.
ropria posizione, l’indennità viene subito sospesa. In più, l’INPS può anche recuperare quanto erogato dopo la data ufficiale di cessazione dell’attività in proprio.
Quali sono i settori strategici
Tra le condizioni per ricevere il bonus partita IVA 2026, abbiamo parlato di alcuni settori chiave. Ma quali sono? Eccoli nel dettaglio:
- Attività manifatturiere
- Fornitura di energia
- Edilizia
- Trasporti e magazzinaggio
- Servizi di informazione e comunicazione
- Attività professionali, scientifiche e tecniche
- Agenzie di viaggio e di noleggio
- Sanità
- Istruzione
- Attività artistiche
- Altri servizi
Per sapere se si rientra in questo ventaglio di attività è necessario verificare il proprio codice ATECO, indispensabile per aprire la partita IVA perché permette di definire l’ambito di appartenenza.
A chi spetta il bonus partita IVA 2025
Abbiamo visto quali sono le condizioni base per richiedere l’ISCRO 2025, ma chi può richiederlo? L’indennità è rivolta agli iscritti alla Gestione Separata dell’INPS che svolgono un’attività di lavoro autonomo, come specificato dall’articolo 53 comma 1 del TUIR.
Chiunque non rientri in questo profilo, ad esempio i liberi professionisti iscritti a una cassa di categoria, non può avere accesso al Bonus partita IVA 2025. È comunque possibile verificare la possibilità di accesso ad altre agevolazioni, come l’assegno di inclusione, il supporto formazione e lavoro o il Bonus mamma 2025 (ora disponibile anche per le lavoratrici autonome con partita IVA ordinaria).
Come calcolare l’importo?
Attualmente l’ISCRO ammonta al 25% della media del fatturato dichiarato nei due anni precedenti all’anno di riferimento, ovvero quando è stata inoltrata la domanda per l’indennità. Tuttavia, esistono una soglia minima e una soglia massima per il Bonus partita IVA 2025: la cifra deve infatti essere superiore a 250 euro al mese o inferiore a 800 euro al mese. In più, il periodo massimo di erogazione è fissato a massimo sei mesi.
Per fare un esempio di calcolo dell’ISCRO, prendiamo un professionista che abbia fatturato 10.000 euro nel 2023. L’importo va diviso per due (10.000 euro / 2 = 5.000 euro) e poi moltiplicato per il 25% (5.000 euro x 25% = 1.250 euro). La somma mensile corrisposta sarà comunque 800 euro, ovvero quella massima consentita.
Come funziona l’ISCRO 2026
Destinato ai liberi professionisti e ai lavoratori autonomi iscritti alla Gestione Separata INPS, è di fatto un indennizzo semestrale richiedibile in caso si verifichi un notevole calo di fatturato rispetto all’anno precedente. L’accesso al contributo per le partite IVA in difficoltà è però soggetto ad alcune regole. Nel dettaglio, è necessario:
- aver aperto la partita IVA da almeno tre anni;
- aver versato regolarmente i contributi previdenziali obbligatori;
- non essere destinatari dell’assegno di inclusione;
- non aver stipulato trattamenti pensionistici diretti o altre forme previdenziali obbligatorie.
Per quanto riguarda la diminuzione di fatturato, il Legislatore stabilisce inoltre che il reddito da lavoro autonomo dell’anno prima della domanda per l’ISCRO debba aver registrato una calo del 70% rispetto alla media dei due anni precedenti. In aggiunta, sempre nell’anno prima della richiesta bisogna aver dichiarato un reddito da lavoro autonomo inferiore a 12.000 euro.
Il contributo non è nemmeno compatibile con le indennità di disoccupazione NASpI e DIS-COLL, così come qualsiasi carica elettiva o politica che preveda emolumenti, fatta eccezione per i gettoni di presenza. Ma cosa succede se si decide di chiudere la partita IVA? Semplice: nel caso in cui durante l’erogazione del bonus partita IVA si proceda alla chiusura della propria posizione, l’indennità viene subito sospesa. In più, l’INPS può anche recuperare quanto erogato dopo la data ufficiale di cessazione dell’attività in proprio.
Come calcolare l’importo?
Attualmente l’ISCRO ammonta al 25% della media del fatturato dichiarato nei due anni precedenti all’anno di riferimento, ovvero quando è stata inoltrata la domanda per l’indennità. Tuttavia, esistono una soglia minima e una soglia massima per questo bonus partita IVA 2026: la cifra deve infatti essere superiore a 250 euro al mese o inferiore a 800 euro al mese. In più, il periodo massimo di erogazione è fissato a massimo sei mesi.
Per fare un esempio di calcolo dell’ISCRO, prendiamo un professionista che abbia fatturato 10.000 euro nel 2024. L’importo va diviso per due (10.000 euro / 2 = 5.000 euro) e poi moltiplicato per il 25% (5.000 euro x 25% = 1.250 euro). La somma mensile corrisposta sarà comunque 800 euro, ovvero quella massima consentita.
Come richiedere i bonus partita IVA 2026
Per accedere ai bonus partita IVA dell’INPS è obbligatorio presentare la domanda attraverso i canali ufficiali dell’ente. In entrambi i casi, le procedure possono essere svolte autonomamente o con l’assistenza dei canali dedicati.
Come richiedere il contributo per le nuove imprese under 35
Per ottenere il bonus da 500 euro per le partite IVA sotto i 35 anni, l’INPS invita ad accedere alla pagina online Punto d’accesso alle prestazioni non pensionistiche e quindi selezionare Incentivo decreto Coesione. In alternativa, è anche possibile inoltrare la domanda di persona tramite i patronati o il Contact Center.
Importante: la domanda deve essere inviata entro 30 giorni dall’apertura della partita IVA.
Come richiedere l’ISCRO
La domanda può essere inoltrata fino al 31 ottobre dell’anno in corso. L’istituto ha messo a disposizione una pagina online per l’ISCRO che prevede una procedura guidata, a cui si può accedere tramite SPID o altre credenziali riconosciute. In alternativa, è possibile contattare il Contact Center o chiedere l’assistenza al proprio commercialista.
Contestualmente alla presentazione della richiesta per il bonus partita IVA 2026 viene richiesto di autocertificare i redditi da lavoro autonomo per il periodo in questione, a meno che non siano già disponibili per la verifica nel database dell’istituto. Nel caso di esito positivo, l’INPS provvederà a comunicare i dati all’Agenzia delle Entrate per finalizzare la procedura. Per evitare ritardi e assicurare un buon esito, ti consigliamo di controllare di essere in possesso di tutti i requisiti per l’ISCRO.
Come ottimizzare la gestione della partita IVA
In aggiunta al contributo per i giovani imprenditori e all’ISCRO, chi ha una partita IVA in regime ordinario può snellire i costi tramite altri metodi intelligenti. Per fare un esempio pratico, con i buoni pasto Coverflex si possono ottenere vantaggi fiscali, come la deducibilità al 75% e l’IVA detraibile al 10% fino a un importo massimo pari al 2% del fatturato.
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