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on l’approvazione definitiva della Legge di Bilancio 2026, arriva una novità rilevante per il welfare aziendale: la soglia di esenzione fiscale dei buoni pasto elettronici sale da 8 a 10 euro al giorno, con effetto dal 1° gennaio 2026. La misura modifica l’articolo 51 del TUIR e rafforza il ruolo dei ticket digitali come strumento centrale di sostegno al potere d’acquisto dei lavoratori.

Per chi, come Coverflex, opera nella gestione di benefit e buoni pasto, questa novità rappresenta un passaggio chiave, con impatti concreti su aziende, dipendenti e sull’intero ecosistema della ristorazione.

Il contesto normativo di partenza

Prima dell’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2026, la disciplina dei buoni pasto prevedeva:

  • buoni pasto cartacei: esenzione fiscale fino a 4 euro al giorno;
  • buoni pasto elettronici: esenzione fiscale fino a 8 euro al giorno.

La differenza di trattamento tra formato cartaceo ed elettronico è storicamente legata alla maggiore tracciabilità del digitale e al minor rischio di utilizzi elusivi.

Negli ultimi anni, tuttavia, l’aumento del costo della vita e del pasto fuori casa aveva reso la soglia di 8 euro sempre meno adeguata rispetto ai prezzi medi di bar, ristoranti e supermercati.

Cosa cambia con la Legge di Bilancio 2026

Con il testo definitivo della Legge di Bilancio 2026, viene confermato che:

  • per i buoni pasto elettronici, la soglia di esenzione fiscale è innalzata a 10 euro al giorno;
  • per i buoni pasto cartacei, la soglia resta invariata a 4 euro al giorno;
  • la modifica è inserita nell’articolo 51 del TUIR;
  • l’entrata in vigore è fissata al 1° gennaio 2026.

L’obiettivo dichiarato del legislatore è duplice: sostenere il potere d’acquisto dei lavoratori e incentivare l’adozione del formato elettronico, più efficiente dal punto di vista fiscale e amministrativo.

Secondo l’Associazione nazionale delle società emettitrici di buoni pasto (ANSEB), la decisione va incontro alle esigenze di aggiornamento legate all’inflazione e ai mutati costi della pausa pranzo.

   Accogliamo con favore l’intenzione annunciata dal Governo di rafforzare il valore del buono pasto. È una misura importante per il potere d’acquisto del ceto medio, la competitività delle imprese e il rilancio dei consumi.

Matteo Orlandini
Presidente ANSEB

Gli impatti concreti della nuova soglia

L’aumento della soglia di esenzione fiscale a 10 € per i buoni pasto elettronici ha effetti immediati su più fronti: dal potere d’acquisto dei lavoratori alla pianificazione dei costi per le imprese, fino all’impatto macroeconomico sui consumi. Analizziamo i principali scenari per ciascun attore coinvolto.

Per i dipendenti

Per i lavoratori che ricevono buoni pasto elettronici, il beneficio è diretto e non incide sulla retribuzione lorda.

Passando da 8 a 10 euro al giorno, considerando una media di 220 giorni lavorativi annui, il valore non tassato:

  • sale da circa 1.760 euro all’anno;
  • a circa 2.200 euro all’anno.

Il vantaggio netto annuo può quindi arrivare a circa 440–500 euro, a seconda del numero effettivo di giorni di erogazione.

Per le aziende

Per le imprese, l’innalzamento della soglia rappresenta una leva strategica di welfare:

  • consente di aumentare il valore percepito del benefit senza incrementare il costo del lavoro;
  • migliora l’employee experience e l’attrattività del pacchetto retributivo;
  • rende i buoni pasto elettronici uno strumento ancora più competitivo rispetto ad aumenti salariali tradizionali.

Dal punto di vista operativo, la misura si inserisce in modo coerente nella disciplina di esenzione prevista dal TUIR, purché il beneficio sia riconosciuto alla generalità dei dipendenti o a categorie omogenee.

Per il settore della ristorazione e per i sistemi di buoni pasto

L’impatto positivo si estende all’intera filiera:

  • aumento della spesa media effettuata tramite buoni pasto;
  • maggiore frequenza di utilizzo presso bar, ristoranti ed esercizi convenzionati;
  • spinta ulteriore alla digitalizzazione dei pagamenti.

Secondo stime di settore, l’effetto moltiplicatore sui consumi potrebbe generare un gettito IVA aggiuntivo compreso tra 170 e 200 milioni di euro.

Quali sono le criticità e i punti di attenzione?

Nonostante il quadro sia ormai definito, restano alcuni aspetti da considerare:

  • il limite per i buoni cartacei resta fermo a 4 euro, creando una differenza strutturale tra formati;
  • 10 euro è una soglia di esenzione, non un obbligo: l’azienda può scegliere se erogare buoni di valore pari o inferiore;
  • è necessario verificare che contratti, piattaforme e processi interni siano aggiornati per recepire correttamente la nuova soglia dal 2026.

Cosa significa per il welfare aziendale

L’innalzamento della soglia di esenzione dei buoni pasto elettronici conferma una tendenza chiara: il welfare aziendale è sempre più uno strumento di politica retributiva e di benessere, non un semplice beneficio accessorio.

Per le aziende, il 2026 è l’anno giusto per:

  • rivedere il valore dei buoni pasto;
  • aggiornare i piani di welfare;
  • comunicare in modo chiaro ai dipendenti il vantaggio fiscale introdotto.

Con Coverflex, la gestione dei buoni pasto elettronici è digitale, flessibile e conforme alla normativa, permettendo alle imprese di sfruttare al massimo la nuova soglia esentasse e offrire un’esperienza semplice e trasparente ai collaboratori.

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