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uando un’azienda ottiene risultati importanti, che si tratti di incrementi di produttività, innovazioni o altro ancora, è bene riconoscere l’impegno di chi ha contribuito a raggiungere il traguardo. A tal proposito, ci sono tante cose da considerare, in primis la tassazione del premio produzione e i contributi INPS.

Per fortuna ci sono diverse possibilità per sfruttare al massimo la somma ricevuta. Vediamo quali sono le agevolazioni sulla tassazione del premio di produzione 2024 e le altre strade possibili, ad esempio convertirlo in welfare.

Cos’è il premio di produzione?

Prima di approfondire la tassazione del premio di produzione, capiamo meglio cos’è e come funziona questo strumento. Chiamato anche premio di risultato, PdR o premio di produttività, è il riconoscimento che viene erogato ai lavoratori come extra rispetto allo stipendio. Il contributo viene determinato al verificarsi di alcune condizioni particolari, strettamente legate agli obiettivi prefissati dall’azienda. L'azienda può decidere di versare il premio di produzione in busta paga, oppure convertire il premio di risultato in welfare.

Considerato l’ampio ventaglio di situazioni possibili, il premio di produzione non ha un importo fisso. La quota viene indicata dal datore di lavoro e pattuita in sede di contrattazione. A meno che non sia direttamente previsto dal contratto nazionale o da altri accordi, l’azienda non è obbligata a concederlo. Tuttavia, considerato il valore di questo incentivo e le agevolazioni fiscali, può diventare un mezzo fondamentale per migliorare ulteriormente le performance aziendali.

Tassazione del premio produzione 2026

Come indicato dalla normativa vigente, per le somme erogate nel 2026 (e 2027) la tassazione del premio di produzione prevede un’imposta sostitutiva pari all’1%, in luogo dell’IRPEF ordinaria e delle relative addizionali.

L’agevolazione si applica a condizione che vengano rispettati specifici requisiti:

  • La prima condizione è che il premio sia collegato a incrementi misurabili di produttività, redditività, qualità, efficienza o innovazione rispetto all’anno precedente, come stabilito da un contratto aziendale o territoriale di secondo livello.
  • In secondo luogo, il premio di produzione non deve superare i 5.000 euro lordi annui. Oltre questa soglia, la parte eccedente è soggetta alla tassazione ordinaria IRPEF.
  • L’agevolazione è applicabile esclusivamente ai lavoratori del settore privato e solo se il reddito di lavoro dipendente percepito nell’anno precedente non supera gli 80.000 euro.
  • Per poter beneficiare della tassazione ridotta, inoltre, il contratto collettivo aziendale o territoriale deve essere depositato telematicamente sul portale del Ministero del Lavoro entro 30 giorni dalla sottoscrizione.

Contributi INPS sul premio di produzione

In linea generale, sia i dipendenti sia il datore di lavoro sono tenuti al versamento dei contributi INPS anche sul premio di produzione.

Tuttavia, la normativa prevede un’ulteriore agevolazione contributiva su una quota del premio. In particolare, per importi fino a 800 euro lordi annui, è possibile applicare:

  • l’azzeramento della contribuzione IVS a carico del lavoratore su quella quota;
  • la riduzione di 20 punti percentuali dell’aliquota IVS a carico del datore di lavoro.

Questa decontribuzione non è automatica: è riconosciuta solo nei casi in cui il contratto aziendale preveda forme di coinvolgimento paritetico dei lavoratori nell’organizzazione del lavoro, secondo quanto stabilito dalla disciplina vigente. Anche in questo caso, restano necessari il rispetto dei requisiti previsti per la tassazione agevolata e il corretto deposito telematico dell’accordo.

Calcolo del premio di produzione netto

Per capire meglio quanto resta effettivamente “nelle tasche” del dipendente, vediamo un esempio di calcolo aggiornato.

Se l’azienda assegna 2.000 euro lordi, occorre:

  1. detrarre i contributi previdenziali a carico del lavoratore;
  2. applicare l’imposta sostitutiva dell’1% sulla base imponibile.

Ipotizzando contributi pari a 183,80 euro, il calcolo sarà:

2.000 euro – 183,80 euro (contributi) – 18,16 euro (imposta sostitutiva 1%)

Totale netto: 1.798,04 euro

L’azienda sosterrà il costo del premio lordo più la propria quota contributiva, salvo eventuale applicazione della decontribuzione fino a 800 euro nei casi in cui ricorrano i requisiti.

Scegli il welfare Coverflex per convertire il premio di risultato

Vuoi ottimizzare ulteriormente la tassazione del premio di produzione? Oltre all’imposta sostitutiva dell’1%, esiste un’alternativa ancora più efficiente: la conversione del premio di risultato in welfare aziendale, prevista dalla normativa a condizione che sia disciplinata da un accordo di secondo livello.

In questo caso, il premio non viene erogato in denaro ma trasformato in beni e servizi welfare rientranti nelle categorie previste dalla normativa fiscale (art. 51 TUIR). Il vantaggio? Le somme convertite non sono soggette né a imposizione fiscale né a contribuzione previdenziale, nel rispetto dei limiti e delle condizioni previste.

Con Coverflex puoi convertire il premio di risultato in un budget welfare flessibile, erogato tramite la Coverflex card, utilizzabile per un ampio ventaglio di spese, tra cui:

  • visite mediche;
  • assistenza per familiari anziani o non autosufficienti;
  • asilo nido;
  • abbonamenti ai mezzi pubblici;
  • viaggi;
  • corsi di lingue;
  • ingressi a spettacoli e attività culturali;
  • corsi di formazione.

La procedura è semplice: iscrizione online, scelta del piano e attivazione del servizio in pochi clic. In questo modo migliori la fiscalità aziendale e permetti ai collaboratori di ottenere il massimo valore dal proprio premio di risultato.

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