opo aver visto cosa sono e come funzionano i buoni pasto ormai sappiamo tutto: come si utilizzano, dove si possono spendere, come vengono erogati e quali sono i (tanti) vantaggi per aziende e dipendenti, e persino per i liberi professionisti.
Oggi guardiamo il tutto dal punto di vista dell'esercente: quali sono i vantaggi per i commercianti e quali le commissioni?
Come funzionano i buoni pasto per l’esercente
I buoni pasto sono un benefit aziendale tra i più conosciuti e apprezzati dai lavoratori. Vengono erogati dalle aziende come sostitutivo della mensa.
Possono essere utilizzati da dipendenti e lavoratori autonomi per pagare in ristoranti e bar, ma anche in supermercati e piccoli esercizi commerciali convenzionati.
Al momento di pagare basta presentare alla cassa i buoni pasto, cartacei oppure elettronici, ed eventualmente integrare la cifra in caso non fosse sufficiente a coprire il totale.
Come incassare i buoni pasto cartacei
Quando riceve un buono pasto, l'esercente deve controllare tre cose: il valore, la firma dell'utilizzatore e la data di utilizzo. A fronte del pagamento deve emettere uno scontrino con la dicitura "corrispettivo non riscosso".
I buoni ricevuti nella giornata vanno raccolti e conservati. A fine mese l'esercente li conta e emette fattura alla società emettitrice, per ottenere il rimborso dell'importo. I buoni vengono fatturati mensilmente e il saldo arriva dopo 30-90 giorni.
Come incassare i buoni pasto elettronici
La procedura è diversa, e più semplice sia per i lavoratori sia per i commercianti. I buoni elettronici vengono caricati ogni mese su una tessera simile a una carta di credito, leggibile con un POS che in molti casi è fornito direttamente dalla società emettitrice. Al pagamento basta presentare la tessera: il totale viene scalato direttamente.
Gli importi sono tracciati e il conteggio dei corrispettivi avviene una volta al mese, in modo quasi del tutto automatico. Restano però, con molti emittenti, i tempi di attesa per il saldo.
Commissioni sui buoni pasto
L'esercente paga una commissione sui buoni incassati, dovuta alla società emettitrice. L'importo è stabilito nel contratto tra i due.
Per anni il tema è stato molto sentito dalla categoria. I commercianti convenzionati lamentavano una ridotta convenienza nell'adesione, per i tempi di accredito lunghi e per le commissioni alte che riducevano in modo significativo il guadagno. Oggi il quadro è cambiato: la legge ha fissato un tetto del 5% alle commissioni (vedi sotto).
Il fronte degli esercenti: scioperi e contestazioni
Negli anni scorsi le proteste di ristoratori, bar, supermercati e piccole realtà sono state sempre più forti: le commissioni erano diventate insostenibili, con picchi anche del 20% del valore nominale del ticket.
Si è arrivati anche agli scioperi delle principali associazioni di categoria, come quello del 15 giugno 2022, quando per un'intera giornata gli esercenti non hanno accettato buoni pasto.
Il motivo era il rialzo senza controllo delle commissioni. All'inizio i contratti prevedevano una commissione molto bassa, intorno al 3%. Con il tempo è aumentata, anche a causa delle gare d'appalto per la pubblica amministrazione.
Settore privato e settore pubblico: quando i contratti si influenzano
Dipendenti pubblici e privati possono usufruire dei buoni pasto. I due settori rispondono a regole e clausole diverse, ma si influenzano a vicenda.
Consip, la centrale acquisti della pubblica amministrazione, gestisce le gare per l'assegnazione dei servizi di buoni pasto alle aziende pubbliche. I contratti vanno all'emettitore con l'offerta economica più bassa, quindi le società fanno offerte al ribasso con sconti importanti.
Partecipano comunque, perché i lavoratori pubblici sono una quota molto rilevante del mercato italiano. Gli sconti delle gare sono poi diventati uno standard anche per i contratti privati.
Il risultato: aziende e Consip acquistano i buoni a una cifra inferiore al valore nominale, mentre i commercianti si trovavano a coprire la differenza con commissioni più alte. Ogni buono incassato valeva così meno del valore dello scontrino.
Il tetto del 5% alle commissioni: cosa dice la legge
Per riequilibrare la filiera sono intervenute due norme:
- il decreto Aiuti (2022), che ha fissato il tetto del 5% per le gare della pubblica amministrazione;
- la legge sulla concorrenza (L. 193/2024), che ha esteso il limite anche al mercato privato.
Le società emettitrici non possono quindi applicare agli esercenti commissioni superiori al 5% del valore del buono. Il tetto è entrato in vigore in due momenti:
- dal 18 dicembre 2024 per i nuovi rapporti, cioè per gli esercenti senza contratto già in essere con l'emittente;
- dal 1° settembre 2025 per i contratti esistenti, adeguati al nuovo limite.
Dal 1° gennaio 2026 tutte le commissioni devono rispettare il tetto e i buoni emessi con le vecchie condizioni non sono più utilizzabili. Per gli esercenti è un passo avanti importante: il valore reale del buono è meglio tutelato lungo tutta la filiera, dall'acquisto in azienda al rimborso del commerciante.
Resta però il tema dei tempi di accredito: il tetto non li accorcia, ed è anche su questo che si gioca la convenienza dell'adesione.
Coverflex: il primo buono pasto senza commissione per gli esercenti
Coverflex va oltre il tetto di legge: zero commissioni per gli esercenti che accettano i buoni pasto emessi dall'azienda. Se fino a oggi il sistema dei buoni pesava sui guadagni dei commercianti, i buoni pasto Coverflex semplificano tutto: niente commissioni e tempi di accredito più brevi.
Non serve nemmeno un POS aggiuntivo. Si usa quello classico, perché le Coverflex card si appoggiano al circuito Visa. L'accredito arriva generalmente entro un giorno dalla transazione, come per i normali pagamenti con carta di debito o credito.
Come posso aderire ai buoni pasto Coverflex?
Diventare partner Coverflex è facile e veloce:
- Compila il modulo digitale con i dati dell'attività e del titolare (ragione sociale, indirizzo, numero di telefono ecc.).
- Ricevi via e-mail il contratto da firmare.
- Il nostro team verifica i dati e ti invia le credenziali di accesso al portale merchant, con le istruzioni per usarlo.
Se le informazioni sono corrette, la tua attività comparirà sulla mappa degli esercenti. Se manca qualcosa, ti contatterà il team Network Success.
Gli esercenti convenzionati hanno anche accesso a un servizio clienti dedicato, disponibile in qualsiasi momento per dubbi o problemi.
Fatturazione dei buoni pasto Coverflex: come funziona?
L'esercente che accetta buoni pasto deve emettere fattura alla società emettitrice. Con Coverflex ci pensiamo noi.
Coverflex gestisce la fatturazione per conto dell'esercente, emettendo una fattura differita conto terzi a cadenza mensile. Di prassi arriva entro i primi 5 giorni lavorativi del mese successivo, e comunque non oltre la scadenza di legge del quindicesimo giorno.
Puoi sempre consultare il proforma di cortesia prima dell'emissione. Tutti gli adempimenti di registrazione di legge sono svolti da Coverflex per tuo conto.
Posso diventare partner Coverflex da subito?
Sì, puoi aderire al network esercenti di Coverflex in pochi click. Il processo di attivazione è veloce, così potrai cominciare da subito a offrire un nuovo servizio alla tua clientela, senza compromettere i tuoi margini di guadagno.
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