l TFR è quella somma che il tuo datore di lavoro accantona ogni anno e che ti spetta quando lasci l'azienda, che sia per dimissioni, licenziamento o pensione. Si calcola dividendo la retribuzione utile annua per 13,5, il che equivale a circa il 6,91% del tuo stipendio lordo.
In questa guida trovi la formula esatta, esempi pratici con diverse RAL, come funziona la tassazione separata e la rivalutazione ISTAT.
Che cos'è il TFR e perché è importante conoscerlo
Il TFR (Trattamento di Fine Rapporto) è una somma che il datore di lavoro accantona ogni anno per te, pari a circa il 6,91% della tua retribuzione annua, e che ti viene liquidata quando il rapporto di lavoro termina. Si accumula automaticamente, senza che tu debba fare nulla.
Quando viene erogato? Alla cessazione del rapporto: dimissioni, licenziamento, pensionamento, o in caso di decesso (in quel caso passa agli eredi). Tutti i lavoratori dipendenti del settore privato hanno diritto al TFR, inclusi apprendisti e contratti a tempo determinato.
- Chi ha diritto: lavoratori dipendenti del settore privato
- Quando si riceve: alla fine del rapporto di lavoro
- Quanto si accumula: circa 6,91% della retribuzione lorda annua, più rivalutazione
Come si calcola il TFR lordo
La formula è semplice: retribuzione utile annua diviso 13,5. Deriva dall'articolo 2120 del Codice Civile ed è il modo standard per calcolare la quota di TFR che maturi ogni anno.
In pratica, 1 ÷ 13,5 equivale a circa 6,91%. Se la tua retribuzione utile annua è 30.000 euro, il TFR lordo annuo sarà 30.000 ÷ 13,5 = 2.222,22 euro.
Per frazioni d'anno, i mesi vengono riproporzionati. Se lavori 7 mesi, il calcolo diventa (retribuzione utile ÷ 13,5) × (7 ÷ 12). Le frazioni di mese pari o superiori a 15 giorni contano come mese intero.
1. Elementi della retribuzione utile per il TFR
Non tutta la busta paga conta per il TFR. La "retribuzione utile" include solo le voci pagate con continuità: paga base, superminimi, scatti di anzianità, indennità di turno, straordinari continuativi, tredicesima e quattordicesima.
Restano fuori i rimborsi spese, i buoni pasto, i premi occasionali e i benefit non monetari come auto aziendale o telefono. I contratti collettivi (CCNL) possono prevedere regole specifiche, quindi vale la pena verificare il proprio.
Voci incluse:
- Paga base, superminimi, scatti di anzianità
- Tredicesima e quattordicesima
- Indennità di turno, straordinari continuativi
Voci escluse:
- Rimborsi spesa, buoni pasto
- Premi occasionali, benefit non monetari
2. Percentuale annua di TFR sulla retribuzione
La percentuale è fissa: 6,91% della retribuzione utile annua. Va però considerata una trattenuta: lo 0,50% viene sottratto per tutti i lavoratori iscritti all'Assicurazione Generale Obbligatoria (AGO) INPS, che comprende la quasi totalità dei dipendenti privati.
Con una RAL di 30.000 euro, il TFR teorico è 2.222,22 euro. Con la trattenuta dello 0,50% (150 euro), il TFR netto accantonato scende a circa 2.072 euro.
Calcolo TFR netto e tassazione separata
Il TFR che maturi è lordo. Alla liquidazione viene tassato con la tassazione separata, un meccanismo diverso dalle aliquote IRPEF ordinarie, pensato per evitare che una somma accumulata in anni venga tassata tutta insieme come reddito dell'ultimo anno.
Come funziona il calcolo? Si divide il TFR lordo maturato per gli anni di servizio e si moltiplica per 12, ottenendo una "retribuzione di riferimento" annualizzata. Su questa base si applica l'aliquota IRPEF corrispondente agli scaglioni vigenti. L'aliquota varia da persona a persona, tipicamente tra il 23% e il 43%, e il calcolo definitivo lo esegue il datore di lavoro o il consulente del lavoro.
1. Tassazione separata del TFR
Il meccanismo della tassazione separata garantisce un trattamento fiscale più equo rispetto alla tassazione ordinaria.
- Perché esiste: evita di sommare il TFR al reddito dell'ultimo anno, che porterebbe ad aliquote molto alte
- Come si calcola: TFR lordo ÷ anni di servizio × 12, poi aliquota IRPEF su quella base
- Chi lo fa: datore di lavoro o consulente del lavoro
2. TFR netto su 5.000 euro lordi
Con 5.000 euro di TFR lordo, quanto arriva in mano? Dipende dall'aliquota media applicata al tuo caso.
Con redditi medio-bassi negli anni precedenti, l'aliquota si avvicina al 23%. Con redditi più alti, sale verso il 35-43%.
3. TFR netto su 10.000 euro lordi
Lo stesso ragionamento vale per importi maggiori. Su 10.000 euro lordi, l'aliquota media determina il netto finale.
Su importi più alti, l'aliquota tende a essere maggiore perché spesso corrisponde a retribuzioni medie più elevate. Queste cifre sono indicative: per una stima precisa, i calcolatori online o l'ufficio HR possono aiutare.
TFR in azienda o fondo pensione: cosa cambia per il calcolo
Dalla riforma previdenziale del 2007, i lavoratori assunti dopo il 28 aprile 2007 che non esprimono una scelta entro sei mesi dall'assunzione vedono il TFR destinato automaticamente a un fondo pensione complementare. Chi è già in servizio ha potuto scegliere se mantenere il TFR in azienda o conferirlo al fondo.
La scelta della destinazione del TFR è rilevante per il calcolo perché cambia la logica di crescita del montante:
- TFR in azienda: si rivaluta ogni anno con la formula legale (1,5% fisso + 75% inflazione ISTAT), con imposta sostitutiva del 17% sulla rivalutazione. La tassazione finale avviene con tassazione separata.
- TFR nel fondo pensione: non si rivaluta con la formula ISTAT ma cresce (o scende) in base al rendimento del comparto scelto. La tassazione alla prestazione è agevolata, con aliquota che parte dal 15% e scende fino al 9% dopo 35 anni di partecipazione al fondo.
Per stimare il TFR conferito a un fondo pensione non è quindi possibile usare la formula standard: occorre consultare il proprio estratto conto previdenziale o rivolgersi direttamente al fondo.
Come funziona la rivalutazione annuale del TFR
Il TFR non resta fermo. Ogni anno il montante accantonato in azienda si rivaluta secondo una formula precisa: 1,5% fisso più 75% dell'inflazione ISTAT (indice FOI).
La rivalutazione si applica al TFR maturato fino al 31 dicembre dell'anno precedente, non alla quota dell'anno in corso. Se al 31 dicembre 2025 hai 10.000 euro di TFR, al 31 dicembre 2026 quel montante viene rivalutato.
Sulla rivalutazione maturata si paga un'imposta sostitutiva del 17%, trattenuta dal datore di lavoro.
1. Componente fissa della rivalutazione TFR
La componente fissa è 1,5% annuo, garantita per legge. Si applica ogni anno al TFR maturato, indipendentemente dall'inflazione.
Funziona come un interesse minimo: anche con inflazione zero, il TFR cresce almeno dell'1,5%.
2. Componente legata all'inflazione ISTAT
Alla componente fissa si aggiunge il 75% dell'inflazione ISTAT (indice FOI). Se l'inflazione annua è 3%, la componente variabile sarà 75% di 3% = 2,25%. La rivalutazione totale diventa 1,5% + 2,25% = 3,75%.
3. Imposta sostitutiva sulla rivalutazione TFR
Sulla rivalutazione si applica un'imposta del 17%, trattenuta dal datore di lavoro. L'imposta riguarda solo la rivalutazione, non l'intero TFR.
Esempio:
- TFR al 31/12/2025: 10.000 euro
- Rivalutazione lorda 2026 (3%): 300 euro
- Imposta 17%: 51 euro
- Rivalutazione netta: 249 euro
- TFR totale al 31/12/2026: 10.249 euro
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