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ai commercialisti ai medici, passando per ingegneri, architetti e notai, il CCNL Studi Professionali include diverse categorie rilevanti per il sistema economico italiano. Non sorprende, quindi, che il più recente rinnovo sia stato accolto con grande attenzione. Oltre all’aggiornamento delle tabelle retributive per il triennio dal 2024 al 2027, che ha fissato un aumento con cadenza annuale, la contrattazione ha aggiornato tutto il quadro generale del comparto.

Come sottolineato dal presidente di Confprofessioni, il CCNL è arrivato in un momento delicato. Calano, infatti, i neolaureati interessati a svolgere la libera professione: proprio per questo, il CCNL Studio Professionali ha puntato su alcune misure specifiche per agevolare i nuovi ingressi nel settore. Tra le novità, oltre agli attesi ritocchi sulle retribuzioni, c’è anche una maggiore flessibilità e la valorizzazione dello smart working. Inoltre, è stato potenziato il welfare contrattuale, ampliando la platea delle tutele anche ai familiari dei lavoratori e delle lavoratrici.

In attesa dell’avvio del tavolo di lavoro per il prossimo rinnovo, ripercorriamo in sintesi i diversi livelli del CCNL Studi professionali e le tabelle retributive 2026, insieme ai consigli per comprendere le informazioni più rilevanti. Inoltre, leggi gli ultimi aggiornamenti per il 2026 e alcune FAQ utili per rispettare diritti e doveri stabiliti dal contratto nazionale.

Cos’è il CCNL Studi Professionali e chi si applica

Siglato da Confprofessioni in rappresentanza dei datori di lavoro e dalle organizzazioni sindacali (Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs), il CCNL Studi Professionali è stato siglato il 16 febbraio 2024. L’intesa tra le parti è stata raggiunta, producendo un contratto nazionale triennale che sembra aver raccolto la soddisfazione di tutti.

Il CCNL Studi Professionali si propone come punto di riferimento normativo e contrattuale per il settore delle attività professionali. L’obiettivo principale, come per ogni altra contrattazione nazionale, è definire diritti e gli obblighi di entrambe le parti coinvolte. In definitiva, non è un semplice elenco di numeri e indicazioni: è uno strumento cruciale per favorire la creazione di un ambiente di lavoro positivo in cui tutti si sentano valorizzati.

In sintesi, il CCNL Studi Professionali è entrato in vigore il 1° marzo 2024 e scadrà il 1° marzo 2027, rinnovando la precedente contrattazione scaduta ormai dal 2018. Dal punto di vista strettamente economico, è stato accordato un aumento contrattuale di 215 euro per il terzo livello, poi adeguato in base agli altri livelli. Le tranche sono state così ripartite:

  • 105 euro nel marzo 2024
  • 45 euro a ottobre 2024
  • 45 euro a ottobre 2025
  • 20 euro a dicembre 2026 

Il CCNL prevede l’inquadramento dei dipendenti di ogni studio professionale, incluse le attività associative. Ne fanno parte sia le professioni appartenenti a un ordine, ma anche tutte le altre. Per praticità, le categorie interessate sono state suddivise in diverse aree, che analizziamo nel dettaglio qui di seguito.

Quali sono le aree di applicazione del CCNL Studi Professionali

Il CCNL Studi Professionali viene applicato a quattro aree professionali, che a loro volta includono diverse figure.

  • Area economico-amministrativa: consulenti del lavoro, dottori commercialisti, esperti contabili, revisori contabili e professioni affini.
  • Area giuridica: avvocati, notai e professioni affini.
  • Area tecnica: ingegneri, architetti, geometri, periti industriali, periti agrari, geologi, agronomi e forestali e professioni affini.
  • Area medico-sanitaria e odontoiatrica: medici, medici dentisti, odontoiatri, veterinari, psicologi, operatori sanitari e professioni affini.
  • Altre attività professionali intellettuali.

Come funziona l’inquadramento: livelli e categorie

Le mansioni del CCNL Studi Professionali sono organizzate su diversi livelli, come accade per ogni altro tipo di contrattazione nazionale. All’interno delle cinque aree appena elencate sono infatti previsti otto livelli classificatori e retributivi. Ciascun livello ha una sua declaratoria e viene utilizzato come riferimento per gli scatti di carriera e i relativi aumenti salariali. Questi devono fare riferimento ad alcuni criteri oggettivi, ovvero:

  • Grado di istruzione e formazione
  • Competenze
  • Capacità decisionali

Impiegati, quadri e altre figure tipiche

Abbiamo già visto alcune figure incluse nelle cinque aree professionali, ma vale la pena approfondire meglio quali sono quelle più comuni. Al vertice della piramide ci sono i quadri, ovvero le persone posizionate in ambiti direttivi su cui ricadono le principali mansioni direttive. Si occupano di dirigere e coordinare il personale, con riferimento anche alle risorse economiche. Dato che le tipologie di studi sono svariate e le dimensioni possono variare parecchio, il bagaglio di competenze necessarie non è lo stesso per tutti i quadri.

Un’altra figura tipica è quella degli impiegati, che possono svolgere mansioni contabili e amministrative in modo autonomo, ovviamente sulla base delle conoscenze teoriche e pratiche. Ne sono un esempio gli impiegati degli studi medici o i contabili degli studi commercialisti, solo per fare un paio di esempi. Altre figure tipiche che rientrano nella cornice del CCNL Studi Professionali sono:

  • Capi del personale
  • Addetti alla segreteria e accoglienza clienti
  • Addetti al centralino
  • Operatori tecnici
  • Operatori informatici
  • Addetti alle pulizie
  • Fattorini

Mansioni per livello: chi fa cosa

Abbiamo già accennato alla struttura suddivisa in livelli CCNL Studi Professionali: vediamo dunque quali sono e quali mansioni prevedono.

  • Quadri: ricoprono funzioni direttive con un grande autonomia e responsabilità.
  • 1° Livello: svolgono mansioni di alto concetto con una spiccata autonomia operativa.
  • 2° Livello: esercitano compiti di concetto con autonomia e competenze specifiche.
  • 3° Livello Super (3S): svolgono mansioni d’ordine molto qualificate.
  • 3° Livello: si distinguono grazie a specifiche conoscenze tecniche.
  • 4° Livello Super (4S): svolgono mansioni d’ordine con particolari requisiti di esperienza.
  • 4° Livello: si occupano di mansioni tecniche di livello normale.
  • 5° Livello: rivestono ruoli semplici con mansioni pratiche di lieve complessità. 

Tabelle retributive CCNL Studi Professionali 2026

Dopo gli aumenti degli scorsi anni, siamo arrivati alla quarta tranche. L’attuale tabella retributiva nazionale del CCNL Studi Professionali, per il 2026, è quella indicata qui sotto.

Tabelle retributive CCNL Studi Professionali 2026

LivelliMinimo tabellare in vigore al 30 novembre 2026Aumento dal 1° dicembre 2026Minimo tabellare in vigore dal 1° dicembre 2026Elemento nazionale allineamento contrattuale
Quadri2.408,53 € 28,23 € 2.436,76 €
12.131,39 €24,99 €2.156,38 €42,35 €
21.856,50 €21,76 €1.878,26 €102,53 €
3S1.722,01 €20,19 €1.742,20 €110,40 €
31.706,37 €20,00 €1.726,37 €
4S1.654,70 €19,40 €1.674,10 €
41.595,42 €18,70 €1.614,12 €
51.484,78 €17,41 €1.502,19 €

La retribuzione viene erogata in 14 mensilità. Il CCNL Studi Professionali lascia inoltre spazio alla contrattazione territoriale, prevedendo incrementi o differenziali con riferimento alle tabelle regionali di mercato e alla contrattazione di secondo livello. Per ulteriori informazioni, consulta il contratto completo.

Come leggere la retribuzione tabellare

Le tabelle retributive del CCNL Studi Professionali servono ai lavoratori per verificare gli aumenti previsti dalla contrattazione e al team HR per calcolare lo stipendio mensile. La retribuzione mensile viene considerata in misura fissa (il minimo tabellare) e non varia in relazione alle festività, ai permessi retribuiti e alle giornate di riposo settimanale di legge. Al minimo tabellare, indicato in ogni cedolino, viene aggiunto l’aumento in base al livello di inquadramento.

Scatti di anzianità, superminimi e altri elementi della retribuzione

Quando parliamo di minimo tabellare, facciamo riferimento alla paga base e agli elementi che hanno una natura continuativa. Altri elementi della retribuzione, però, sono naturalmente esclusi dal calcolo e vengono sommati a parte in busta paga. Tra questi ricordiamo:

  • scatti di anzianità;
  • superminimi
  • rimborsi di spese;
  • compensi per lavoro straordinario e/o supplementare;
  • premi di risultato;
  • bonus una tantum. 

Rinnovo del contratto e aggiornamenti 2026

Il principale aggiornamento al CCNL Studi Professionali per il 2026 riguarda l’ultima tranche di aumenti, che scatterà a partire dal 1° dicembre 2026. Dovremo aspettare il 2027, data della scadenza del contratto, per conoscere quali sono i piani futuri per il settore.

Ricordiamo inoltre che la Legge di Bilancio 2026 ha approvato l’imposta sostitutiva del 5% per gli aumenti contrattuali pagati nel 2026 relativi ai contratti nazionali sottoscritti dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026, tra cui anche il CCNL Studi Professionali. 

Di conseguenza, i dipendenti degli studi rientrano nell’agevolazione: la condizione per ottenere l’imposta al 5% è che nel 2025 non abbiano percepito un reddito da lavoro dipendente superiore a 33.000 euro. 

Welfare e fringe benefit nel CCNL Studi Professionali

In apertura del nostro approfondimento abbiamo accennato alle conquiste dell’ultimo CCNL Studi Professionali, che ha incrementato il welfare per i dipendenti. Questo avviene attraverso:

  • assistenza sanitaria;
  • iniziative per conciliare vita e lavoro;
  • formazione continua.

Il contratto fa riferimento anche agli strumenti bilaterali nazionali di settore, ovvero l’EBIPRO (per formazione, sostegno al reddito e sicurezza sul lavoro) e la CADIPROF (per l’assistenza sanitaria). Il datore di lavoro deve versare un unico contributo mensile di 29 euro, di cui 2 euro a carico di ogni dipendente.

Come Coverflex supporta gli studi professionali nella gestione del welfare

Oltre a quanto incluso nel CCNL Studi Professionali, il datore di lavoro può avviare un piano di welfare che includa buoni pasto, fringe benefit e altri bonus per il tempo libero. Potrà così incrementare la fidelizzazione del personale e la produttività, ottimizzando anche la fiscalità. 

Per esempio, la soluzione di welfare aziendale Coverflex, semplice da attivare online in pochi gesti e senza troppa burocrazia, permette di offrire un piano di benefit personalizzato da assegnare tramite l’apposita Coverflex Card.

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Domande frequenti sul CCNL Studi Professionali

Quando scade il CCNL Studi Professionali?

Il CCNL Studi Professionali scade il 1° marzo 2027.

Cosa stabilisce in sintesi il CCNL Studi Professionali?

Il CCNL Studi Professionali disciplina tutti gli ambiti del rapporto lavorativo, incluso l’apprendistato, il lavoro intermittente, il contratto di reimpiego, il lavoro agile e il telelavoro. L’orario ordinario è fissato a 40 ore settimanali, distribuite solitamente su 5 o 6 giorni. Ai lavoratori spettano 26 giorni di ferie all’anno, permessi retribuiti (ROL) di 40 ore annue a regime e per le festività soppresse (32 ore annue)

Come funzionano i permessi nel CCNL Studi Professionali?

Il CCNL Studi Professionali stabilisce l’intero regime dei permessi, offrendo più flessibilità. Prevede permessi per motivi di studio, formazione e necessità legate alla famiglia.

Come vengono tutelate la maternità e la paternità?

Il CCNL stabilisce che il datore di lavoro è tenuto ad aumentare l’indennità di maternità fino al 90% della paga mensile lorda. Inoltre, ci sono il congedo parentale a ore e il lavoro agile per gestire meglio i figli.

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