Buoni pasto senza commissioni: Coverflex sbarca in Italia con un finanziamento di 15 milioni

01/02/2023

Buoni pasto senza commissioni all’interno di una piattaforma per la gestione di welfare e benefit aziendali. È, in estrema sintesi, la ricetta di Coverflex per conquistare una fetta del mercato italiano dopo aver raggiunto 73 milioni di transato in Portogallo dal 2021 a oggi. Con questo obiettivo la società ha annunciato un round di finanziamento da 15 milioni di euro.

«La forza della nostra proposta è semplificare al massimo l’utilizzo della piattaforma – spiega al Sole 24 Ore Chiara Bassi, country manager per l’Italia –. Gli esercenti si vedono azzerare commissioni che in Italia arrivano anche al 20% e ricevono un pagamento immediato e non a 30 o a 60 giorni come avviene oggi, inoltre non devono affrontare innovazioni tecnologiche. Anche per l’utilizzatore finale è stato studiato un sistema il più possibile semplificato: ad esempio a completamento della spesa sostenuta con i buoni pasto si potrà integrare il pagamento con un wallet personale all’interno della stessa app».

Il guadagno arriva dunque dalle aziende, a cui Coverflex offre una gestione sulla stessa card di tutti i servizi offerti ai dipendenti, che siano buoni pasto, welfare, sconti, assicurazioni e altri benefit: una parte della retribuzione che dovrebbe essere destinata a crescere in Italia.

«Il guadagno arriva dal fee fisso richiesto all’azienda indipendentemente dai valori transati e anche in questo caso l’uso della nostra card non richiede particolari investimenti o operazioni gestionali – continua Bassi –. Fino a pochi anni fa l’unico strumento per premiare il dipendente era un premio di produzione tassato, ora la legge prevede strumenti alternativi e l’attegiamento dei lavoratori verso questi strumenti sta cambiando. Un freno è dato ancora dalla complessità di utilizzo, aspetto che Coverflex conta di semplificare, allargando così la platea di aziende e lavoratori a cui rivolgersi».

Per quel che riguarda i punti vendita in cui i buoni verranno accettati, da Coverflex assicurano che molti accordi sono già conclusi o sono in fase di conclusione e che verranno annunciati a breve. Tra i brand già noti ci sono comunque Pescaria, To.market,I love Poke, La Filetteria, Slow Sud, That’s Vapore e Tigros.

Coverflex si definisce «la soluzione all-in-one per la retribuzione flessibile, che consente alle aziende di ridurre i costi e aumentare il potenziale di guadagno dei propri dipendenti». Con questa formula in Portogallo è già «in una fase di consolidamento» con un fatturato previsto per il 2023 oltre i 10 milioni di euro a fronte di 72,9 milioni di pagamenti processati, 70mila utenti e 3.600 aziende clienti. E ora lo sbarco in Italia con l’annuncio di «un round di finanziamento di Serie A da 15 milioni di euro guidato da Scor Ventures. Vi partecipano anche – si legge in un anota – Breega (già lead investor nel pre-seed round), Ms&Ad, Armilar, Stableton, BiG Start Ventures e Shilling, oltre a business angels di alto profilo come Firmin Zocchetto (Ceo di PayFit), Job van der Voort (Ceo di Remote - un cliente), Humberto Ayres Pereir (Ceo di Rows - un cliente), Alessandro Petazzi (fondatore di Musement) e Davide Dattoli (fondatore di Talent Garden)».

«Il mercato in forte espansione dei “benefit e del benessere dei dipendenti” – dicono da Coverflex – vale oggi 200 miliardi e l’Europa rappresenta oltre il 40% di esso. L'engagement dei dipendenti verso i benefit aziendali si attesta però sotto il 20%, questo significa che le aziende sprecano miliardi di euro in pacchetti standardizzati e inutilizzati».

«Questo round di Serie A convalida la nostra visione ambiziosa, il successo sul mercato portoghese e l’opportunità di crescere in Europa, in particolare in Italia, che rimane il mercato più redditizio di Edenred nel mondo, nonostante le recenti rimostranze da parte di commercianti e utenti verso il servizio e le condizioni offerte», ha dichiarato Miguel Amaro, ceo di Coverflex.

«In Italia c’è una platea potenziale di 14 milioni di lavoratori da raggiungere – aggiunge Bassi –. Inoltre il tessuto economico ricco di Pmi è il nostro target ideale e i lavoratori oggi sono molto più sensibili a queste nuove modalità di retribuzione: si pensi a quanto lo smartworking sta cambiando il mondo del lavoro».

«In Scor Ventures la nostra priorità è costruire un portfolio di soluzioni diversificate e innovative, che risolvano il rischio per individui, aziende e il nostro pianeta. Riteniamo che i datori di lavoro abbiano l’opportunità di rimodellare la gestione dei benefit per i dipendenti e di migliorare la loro soddisfazione, colmando al contempo il divario di assistenza e protezione grazie a una nuova generazione di strumenti e servizi», è infine il parere di Will Thorne, head of Scor Ventures che si unisce al board di Coverflex.

‍

Un nuovo capitolo: Coverflex raccoglie un finanziamento di Serie A da 15 milioni di euro

leggi d più

Commissioni sui buoni pasto: cosa deve sapere l’esercente

leggi d più

Buoni pasto: come funzionano e cosa sono

leggi d più